
Gio Ponti Piatto “Le attività gentili”
Piatto in porcellana decorata a cromo oro, dipinta in azzurro e in oro su incisione all’acido fluoridrico.
Marcato al retro “Le attività gentili” in oro.
Prod. Richard-Ginori di Doccia 1924 in cartiglio dorato, Gio Ponti 1924 in grigio, Ginori G in verde.
Quest’opera è presente nell‘asta di design di aprile 2026
Il piatto “Le attività gentili”, realizzato nel 1924 da Gio Ponti per la manifattura Richard-Ginori di Doccia, si colloca in uno dei momenti più alti e sperimentali della produzione pontiana, quando il giovane architetto, da poco nominato direttore artistico dell’azienda, avvia una profonda rifondazione del linguaggio decorativo della porcellana italiana.
L’opera si distingue per la complessità della tecnica esecutiva: il supporto in porcellana è sottoposto a incisione mediante acido fluoridrico, procedimento che consente di ottenere una superficie leggermente scavata e opaca, capace di trattenere e modulare la luce. Su questa base, Ponti interviene con una raffinata decorazione a cromo oro, arricchita da stesure pittoriche in azzurro e oro, dando vita a un equilibrio calibrato tra segno inciso e intervento cromatico. Il risultato è una superficie vibrante, in cui il disegno emerge per sottrazione e per aggiunta, secondo una logica quasi grafica.
Il titolo stesso, “Le attività gentili”, rimanda a un immaginario sospeso tra eleganza borghese e idealizzazione della vita quotidiana, tema ricorrente nella produzione di Ponti degli anni Venti. In queste opere, infatti, la decorazione non è mai puramente ornamentale, ma si configura come narrazione sintetica, allusiva, capace di evocare un mondo fatto di gesti misurati, ritualità domestiche e grazia formale.
Il retro del piatto reca marchi coerenti con la produzione Ginori del 1924: la dicitura “Le attività gentili” in oro; entro cartiglio dorato l’indicazione Richard-Ginori di Doccia; la firma Gio Ponti 1924 in grigio; il marchio “Ginori G” in verde. Tali elementi confermano la piena autografia del progetto e la sua collocazione nella fase iniziale della collaborazione tra Ponti e la manifattura.
Con un diametro di cm 32,5, l’opera appartiene alla tipologia dei piatti decorativi “da parata”, pensati non tanto per l’uso quotidiano quanto come superfici narrative e oggetti d’arte. In questo senso, essa riflette pienamente la visione di Gio Ponti, figura cardine del Novecento italiano, capace di muoversi con straordinaria libertà tra architettura, design e arti applicate. Nato nel 1891 e formatosi al Politecnico di Milano, Ponti sviluppa un linguaggio che coniuga tradizione e modernità, eleganza classica e tensione innovativa.
La sua direzione artistica presso Richard-Ginori, avviata proprio nel 1923, segna una svolta decisiva per la produzione ceramica italiana: recuperando tecniche storiche e reinterpretandole in chiave contemporanea, Ponti introduce un nuovo repertorio formale, caratterizzato da leggerezza, invenzione e altissima qualità esecutiva. Le sue porcellane, premiate anche alle esposizioni internazionali, contribuiscono a ridefinire il rapporto tra arte e industria, ponendo le basi per quella sintesi tra progetto e produzione che diventerà uno dei tratti distintivi del design italiano.
Il piatto “Le attività gentili” si configura come una testimonianza esemplare di questa stagione: un oggetto in cui tecnica, decorazione e pensiero progettuale convergono in una forma di rara coerenza e raffinatezza, restituendo, nella dimensione raccolta della porcellana, l’ampiezza della visione pontiana.





