
Max Ingrand
Lampada a sospensione mod. 1748
Ottone, ottone nichelato, cristallo sabbiato e parzialmente.
Prod. Fontana Arte, anni ’50
Quest’opera è presente nell‘asta di design di aprile 2026
Nell’estetica degli anni Cinquanta la lampada a sospensione modello 1748 disegnata da Max Ingrand per FontanaArte si afferma come una presenza calibrata, capace di dare forma alla luce con misura e precisione. Realizzata in ottone, ottone nichelato e cristallo sabbiato — talvolta inciso — la sospensione presenta una costruzione compatta e proporzionata (circa 44 × 55 × 55 cm), in cui ogni elemento contribuisce alla definizione dell’effetto luminoso. Il vetro trattato filtra la luce e ne regola la diffusione, generando una qualità uniforme e controllata che valorizza l’ambiente con equilibrio.
Questa qualità progettuale trova origine nella formazione e nel percorso di Ingrand. Nato nel 1908, si forma a Parigi presso l’École des Beaux-Arts e l’École des Arts Décoratifs, entrando in contatto con la tradizione delle arti applicate francesi e, in particolare, con l’arte della vetrata. Allievo di Jacques Grüber, uno dei protagonisti del rinnovamento della vetrata nel primo Novecento, Ingrand sviluppa fin dagli anni Trenta una competenza tecnica e una sensibilità luministica che lo porteranno a distinguersi rapidamente nel panorama europeo. Durante la Seconda guerra mondiale e nel periodo immediatamente successivo, la sua attività si intensifica nell’ambito delle vetrate monumentali, partecipando alla ricostruzione di numerosi edifici religiosi in Francia: opere in cui la luce, filtrata dal vetro, assume una funzione strutturante nello spazio architettonico. Tra i risultati più significativi si ricorda la vasta vetrata della chiesa di Saint-Pierre a Yvetot, esempio emblematico della sua capacità di coniugare scala monumentale e controllo della luminosità.
Il passaggio al design industriale segna una fase ulteriore della sua carriera. Nel 1954 Ingrand viene chiamato a dirigere artisticamente FontanaArte, azienda già legata alla sperimentazione sul vetro grazie a figure come Gio Ponti e Pietro Chiesa. In questo contesto, egli introduce un approccio progettuale che trasferisce nella produzione seriale la raffinatezza tecnica e la sensibilità luministica maturate nel campo delle vetrate. Le sue lampade, tra cui la celebre Fontana e modelli meno noti ma altrettanto rigorosi come la sospensione 1748, si distinguono per una chiarezza compositiva e per l’attenzione alla diffusione della luce, sempre concepita come elemento costitutivo dello spazio.
La sospensione 1748 si inserisce con coerenza in questa stagione. Il cristallo sabbiato svolge un ruolo determinante nella regolazione luminosa, mentre l’ottone, nelle sue finiture, definisce una struttura precisa e ben calibrata. La presenza del modello nella pubblicistica dell’epoca — dai Quaderni di Fontana alle pagine di Domus del 1957 — ne conferma la rilevanza all’interno del dibattito sul design e sull’illuminazione domestica.
Osservata oggi, la sospensione 1748 mantiene una qualità progettuale che si presta con naturalezza agli interni contemporanei. La coerenza tra forma, materiale e funzione riflette il metodo di Max Ingrand e il ruolo di FontanaArte nella definizione del design del Novecento.





