Soriana di Afra e Tobia Scarpa: la morbidezza come progetto

AFRA E TOBIA SCARPA

Coppia di poltrone modello Soriana
Produzione Cassina, Italia, anni Settanta.

Struttura in tubolare d’acciaio cromato con rivestimento in pelle.
Cm 68 × 95 × 95.

Quest’opera è presente nell‘asta di design di luglio 2026

Presentata nel 1969, Soriana ha modificato il linguaggio dell’imbottito contemporaneo, trasformando la materia stessa nel principale elemento espressivo del progetto. Con essa Afra e Tobia Scarpa firmano una delle pagine più alte del design italiano del Novecento, premiata con il Compasso d’Oro nel 1970 e destinata a diventare un’icona internazionale.

L’intuizione progettuale è tanto essenziale quanto rivoluzionaria: la struttura non modella il volume, ma si limita a contenerlo. Un’ampia fascia in acciaio cromato abbraccia infatti il grande corpo imbottito, lasciando che sia la morbidezza del poliuretano espanso a definire naturalmente forme, pieghe e proporzioni. La tradizionale distinzione tra struttura e rivestimento viene così superata: la materia, liberata da irrigidimenti formali, diventa protagonista assoluta del progetto.

Il risultato è una seduta di sorprendente modernità, nella quale comfort, innovazione tecnologica e ricerca plastica convivono in perfetto equilibrio. Le ampie superfici morbide sembrano quasi fuoriuscire dal vincolo metallico che le trattiene, dando vita a una tensione visiva che costituisce il tratto più riconoscibile della Soriana. È un progetto che sintetizza magistralmente la stagione più fertile del design italiano, quando industria, sperimentazione e cultura del progetto dialogavano in modo inscindibile.

Prodotta da Cassina a partire dal 1969, la Soriana fu declinata in poltrona, divano a due e tre posti e pouf, diventando rapidamente uno degli arredi simbolo degli anni Settanta. A oltre mezzo secolo dalla sua nascita continua a essere considerata uno dei capolavori assoluti del design del XX secolo, tanto da essere rieditata dall’azienda nel XXI secolo, a conferma della sua straordinaria attualità.

Afra e Tobia Scarpa

Tra le coppie più autorevoli della cultura progettuale europea, Afra Bianchin Scarpa (Montebelluna, 1937 – Trevignano, 2011) e Tobia Scarpa (Venezia, 1935) hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra architettura, design e produzione industriale. Laureatisi entrambi allo IUAV di Venezia, iniziano la loro attività professionale nei primi anni Sessanta, sviluppando un linguaggio personale fondato sulla conoscenza costruttiva, sul rigore compositivo e su una raffinata sensibilità nei confronti dei materiali.

Pur essendo figlio del grande architetto Carlo Scarpa, Tobia elabora, insieme ad Afra, una cifra stilistica del tutto autonoma, lontana da ogni esercizio di maniera. Nei loro progetti la forma non nasce mai come gesto autoreferenziale, ma come naturale conseguenza della funzione, della tecnica e delle qualità intrinseche della materia. È questo equilibrio, apparentemente semplice ma di straordinaria complessità progettuale, a rendere le loro opere immediatamente riconoscibili.

Nel corso della loro carriera collaborano con alcune delle più importanti aziende del design italiano — Cassina, Gavina, Flos, B&B Italia, Molteni, Knoll e Benetton — realizzando arredi, lampade e architetture entrati stabilmente nella storia del progetto contemporaneo. Tra le loro creazioni più celebri figurano, oltre alla Soriana, le sedute Bastiano, Coronado, 925, la sedia Pigreco e numerosi apparecchi illuminanti per Flos, tutti accomunati dalla medesima ricerca di una bellezza essenziale, mai disgiunta dall’intelligenza costruttiva.

La Soriana rappresenta forse la sintesi più compiuta del loro pensiero progettuale: un oggetto nel quale innovazione tecnica, qualità plastica e straordinario comfort raggiungono un equilibrio raro, destinato a trasformare una seduta in una vera e propria icona della cultura del design internazionale.